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Rinascimento è uno spettacolo ispirato dalle riflessioni sul modo di essere dell’uomo, in Italia ed in alcune corti europee, tra la fine del Medioevo e l’affermazione dell’età moderna.

Homo faber ipsius fortunae, l’uomo è artefice della propria fortuna. In questa locuzione latina si ritrova una delle grandi novità del periodo rinascimentale: l’uomo decideva che era giunto il momento di riappropriarsi di sé stesso. La sua vita dipendeva da lui, diversamente dal Medioevo in cui era considerato parte di un ordine cosmico già dato, che lui avrebbe dovuto solo seguire pedissequamente. L’uomo rinascimentale, rifiutando l’ascetismo medievale, esalta la libertà, la concezione della vita come impegno concreto e, pur non rinnegando l’idea dell’aldilà, predilige l’hic et nunc, ricerca l’equilibrio tra la dimensione fisica e quella spirituale. L’uomo medievale privilegiava invece la vita spirituale, e pur di raggiungere la salvezza, trascurava la vita terrena.

Il Medioevo è fortemente condizionato dalla Chiesa, dall’Impero, e finisce per essere un’età oscura, piena di barbarie, in cui la maggior parte delle persone viveva in uno stato di abissale ignoranza, facile preda di terrori che ingigantivano i pericoli che minacciavano l’esistenza fisica e morale. Nel Rinascimento c’è invece un grande sviluppo di arte e signorie che permettono di affermare le forze dell’uomo: l’intelligenza, la sensibilità, la creatività, il “saper fare”.

Presto i mercanti italiani si trasformarono in banchieri, e pensando ai leggendari banchi di prestito italiani, è in questa fase che vanno ricercate le radici del capitalismo. Il lusso ed il tempo libero che ad esso si accompagnano, furono proficui per le arti e, dato il patrimonio culturale presente in Italia, questa regione era destinata a diventare il luogo di rinascita dell’uomo.

Lo spettacolo Rinascimento, parte proprio dalla simbolica rottura delle “catene medievali” che consentì all’uomo di vivere la propria rinascita, la propria “primavera”; di presentare il proprio caleidoscopio di gioia e dolore, equilibrio e follia, saggezza e stoltezza; di dare luce alle molteplici sfaccettature dei suoi comportamenti (l’amore, la gelosia, il tradimento).

La musica, la danza, il teatro, la letteratura, la pittura sono le arti fondamentali di Rinascimento, la cui trama è permeata dai capolavori di uomini straordinari come Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Botticelli, Piero dalla Francesca, Machiavelli, Baldassarre Castiglione, Monsignor Della Casa, Claudio Monteverdi, Erasmo da Rotterdam, Hans Holbein; dalle gesta di Cristoforo Colombo, Federico da Montefeltro, Cosimo de’ Medici e suo nipote Lorenzo “Il Magnifico”; dall’analisi di città come Firenze (culla del Rinascimento), Venezia, Ferrara, Urbino, Siena, Padova, Perugia, Vicenza, Verona, Mantova, Milano e Napoli, all’epoca rinascimentale.

In gran parte di queste città, sul finire del Medioevo, alcuni cittadini si erano imposti al punto di meritare l’avanzamento a rango di Signori poiché avevano accumulato crediti morali o materiali con re, imperatori e papi. Poiché il prestigio personale di un Signore si misurava anche sul suo stile di vita e sul fasto della sua corte, fu per legittimare e affermare un potere così recente che si fecero promotori di una fiorentissima cultura, cercando di imporsi in tutti i modi agli occhi dei vicini e rivali.

Gli esempi spaziano dalle immense raccolte di pittura dei Gonzaga alla stamperia estense, alla celebre biblioteca urbinate di Federico da Montefeltro, a tutta una fioritura di centri universitari. A queste imprese culturali si aggiunge anche il balletto di corte, la complessa forma di intrattenimento e spettacolo con danza, che i Signori italiani elevarono al rango di alta espressione artistica.

Domenico da Piacenza, Guglielmo Ebreo di Pesaro, Antonio Cornazano, Cesare Negri, Fabrizio Caroso da Sermoneta furono le figure più rilevanti del mondo coreico dell’epoca e lo spettacolo Rinascimento attingerà a piene mani il repertorio dai loro manuali: dal De Arte saltandi et choreas ducendi al De praticha seu arte tripudii vulghare opusculum; dal Libro dell'arte del danzare a Le Grazie d’Amore ed ovviamente Il Ballarino.

Informazioni sullo Spettacolo


Rinascimento è allestito con 4/6 ballerini professionisti, un attore, due musicisti, una cantante. Alcune musiche per le danze saranno preregistrate.



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