UNOMATTINA dedica un bellissimo servizio sul GRAN BALLO DI CARNEVALE TRA LE EPOCHE 2018 organizzato dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica diretta da Nino Graziano Luca che, nel corso dell’intervista parla anche dell’utilità della Danza Storica per la contemporaneità.
Il GRAN BALLO DI CARNEVALE TRA LE EPOCHE 2018 è stato organizzato all’interno del maestoso Salone d’Onore del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari all’Eur, Roma allestito per l’occasione dal gioco scenografico di luci realizzato dalla storica ditta salentina PARISI LUMINARIE. Il Salone d’Onore del Museo sembrava una grande piazza allestita a Festa al cui centro è stata protagonista il racconto fotografico VISIONI DEL SUD che ritraeva il Salento arcaico e le sue trasformazioni attraverso gli scatti d’arte del fotografo in bicicletta Giuseppe Palumbo, realizzati dal 1907 al 1959.
Il viaggio tra le diverse epoche è stato portato in scena da più di cento danzatori provenienti da molte città italiane e da alcune capitali europee che hanno ballato valzer, quadriglie, contraddanze, polche, mazurche e danze regency indossando costumi di varie epoche. Anche il repertorio delle Danze è stato estrapolato dai Manuali dei più grandi Maestri di Ballo di sempre: da Le Gratie d’Amore di Cesare Negri, pubblicato all’inizio del ‘600, Debora Bianco e Daniel La Penna (entrambi danzatori del Corpo di Ballo della Compagnia Nazionale di Danza Storica) hanno ballato l’Alta Mendozza e poi insieme al Corpo di Ballo delle giovanissime ballerine di danza classica della Compagnia Nazionale di Danza Storica hanno proposto una Pavana, ballata fino al Settecento ma di origine medievale.